Ubuntu Vs. Archlinux
29 ottobre 07 - scritto da Giuseppe Del DucaChi vincerà la sfida?
Bene, stasera ho preso seriamente in considerazione l’ennesima distribuzione linux, spinto dall’esaurimento nervoso dovuto alla ricerca dei parametri da passare al kernel per riuscire a installare Ubuntu su una macchina. Chiariamo subito: AMO Ubuntu, e mi dispiace aver dovuto prendere in considerazione un altro linux, però è giusto dare a tutti una possibilità… giusto?
E così ho installato Archlinux!
L’installazione è una meraviglia (almeno per chi come me amava, prima di Ubuntu, la mitica Slackware! bei tempi…). Si installa completamente da riga di comando e alla fine presenta all’utente i principali files di configurazione per editarli manualmente secondo le necessità. Ottimo.
Visto il lavoro che faccio, però, la prima cosa che cerco di fare è ricreare il classico server LAMP (Linux Apache MySQL PHP). Anche qui con un comando si installano i pacchetti necessari. (# pacman -Ss apache php mysql). A questo punto viene il bello: la configurazione di Apache! Abituato alla praticità e comodità di Ubuntu, guardo le cartelle in /etc/httpd/ e vedo che l’organizzazione dei file e quindi la suddivisione della configurazione, segue una logica completametne diversa. (a mio avviso, la configurazione di apache su Ubuntu è MOOOLTO migliore)
Dunque cerco di ricreare su Archlinux la configurazione di apache in stile Ubuntu. Creo le cartelle e i files necessari, sposto e raggruppo alcuni pezzi di configurazione, aggiungo alcune direttive di inclusione in httpd.conf e il gioco è fatto… sperando che al primo update non succedano disastri. Speriamo bene! (a dirla così sembra semplice, ma ci ho perso almeno 3 ore, contro i 2 minuti necessari su Ubuntu, compreso il download dei pacchetti dalle repository)
Se qualcuno di Archlinux leggesse questo post, potrebbe gentilmente spiegarmi perchè tutti i moduli di apache li chiamate mod_qualcosa.so e il php5 lo chiamate libphp5.so? Mi spiegate anche come mai tutti i moduli di default hanno i permessi di esecuzione e libphp5.so no? Grazie per avermi fatto perdere tempo!
Morale della favola: stando ad una analisi iniziale abbastanza sommaria, per il momento sembra che la sfida sia in pareggio per le seguenti considerazioni (almeno dal mio punto di vista):
Ubuntu: script di installazione/ri-configurazione/automazione + potenti
Archlinux: drastica riduzione della configurazione in pochi file e semplificazione dell’init del sistema secondo il buon vecchio stile Slackware (questo però è un PRO solo per chi ha già una certa dimestichezza nel farsi le configurazioni a mano)
Prossimamente, magari quando avrò conosciuto un pò meglio Archlinux, scriverò altre considerazioni. A presto… Sciauuuu AmiScii!